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Old World Blues; Notizie dalle colonie
Topic Started: 13 Jul 2011, 19:09 (219 Views)
Volgogrado
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Galaxy News Network - Notiziario

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Benvenuti signore e signori alla edizione serale, questo almeno nel pianeta da cui trasmettiamo in diretta su tutte le colonie, del notiziario dell'Enclave! Ricordiamo che spegnere il seguente notiziario in presenza delle autorità competenti comporta una sanzione militare di 125 dollari e 17 centesimi, per cui buono ascolto!

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Le nuove frontiere sono ancora tutte da scoprire

Secondo le stime degli esperti nonchè eminenti scienziati, al nostro punto dello sviluppo tecnologico le probabilità di incontrare una razza aliena al di fuori del nostro sistema solare siano una su 134... fin troppe! Tanto che il nostro beneamato presidente Francis Sinatra si è augurato che qualcuna di quelle non sia comunista! Nel frattempo l'instancabile ufficio della presidenza ha firmato un ordine di pattuglia oltre la nostra cinta di comete al fine di identificare nuovi pianeti da scoprire e sfruttare

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Che mondo sarebbe senza ricerca?

... un mondo peggiore privato del nostro genio, che non ci regalerebbe le soddisfazioni che oggi il vicepresidente Arlan Coltrane ha avuto l'onore di premiare! Le migliori menti delle colonie sono state insignite delle riconoscenze civili massime, per il loro contributo ad un mondo più felice ed estasiano. Si parla tanto della tecnologia aerospaziale, che permette ai nostri dischi di solcare le stelle, quanto della nuova tecnologia tessile che impedisce ai nostri vestiti serali di macchiarci durante le festività mondane! Per non parlare dei robot, i nostri valenti amici che dalla loro invenzione ci hanno sollevato dalla fatica del lavoro manuale permettendoci di dedicarci a ciò che più ci piace, dalla musica alla pittura senza scordare il comando di pianeti e la lotta ai comunisti! Insomma ce ne è per tutti, in una festa dal valore complessivo di ben 18 milioni di dollari... un divertente distrazione per quegli instancabili cervelli!

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Il bello dei pianeti liberi!

E che vita avremmo se avessimo permesso al comunismo di vincere? Pensate: tutti a comprare le stesse cose, tutti a fare le stesse cose... Niente di peculiare in nessuno di noi, solo automi svuotati della loro libertà asserviti allo stato... Orribile! Ma per fortuna il comunismo è stato sconfitto e come ogni mese si aprono le settimane dei saldi! Rifatevi il vostro guardaroba con il meglio che i pianeti liberi possono offrire nelle stazioni commerciali! Anche questo mese, a grande richiesta dai consumatori, gli sconti più consistenti saranno fatti sul mercato del vestiario e sul mercato della gioielleria, pensate alle vostre mogli o ai vostri mariti, andate alla stazione commerciale del vostro pianeta a fare shopping!
Ovviamente non potete perdervi gli intrattenimenti al chiaro di stelle della stazione Moonriver, in orbita attorno al nostro povero piccolo pianeta madre: tanto blues con la voce incredibile del cantante più famoso di sempre, Dean Domino; cene al lume di candela con vista sulla nebulosa azzurra e, per i più insaziabili, la sezione di gala in microgravità, in cui sperimentare tanto il romanticismo delle stanze da letto di lusso quanto l'ebrezza di un aromatico bagno senza gravità!
A voi la scelta, a voi la settimana!
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Volgogrado
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Arruolati nell'Esercito!

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Credi veramente che il comunismo sia stato sconfitto nella Guerra apocalittica? Credi veramente che nello spazio possano esistere solo civiltà pacifiche? Credi veramente che quelle civiltà ci forniscano quello di cui noi necessitiamo per sopravvivere?

Se lo credi veramente, non presentarti alla stazione spaziale in orbita al tuo pianeta per arruolarti, rimani invece a godere dei piaceri della vita che l'Enclave ti offre a caro prezzo, un prezzo pagato dai nostri soldati che in giro per la galassia ci permettono di condurre uno stile di vita unico su tutte le civiltà, uno stile di vita squisitamente Estasiano

E allora muoviti, contribuisci anche te a difendere il tuo stile di vita, la tua Estasia. Nel vivo dell'azione militare con le Forze Armate, nella poesia degli spazi interstellari con la Marina Militare, nell'indagine minuziosa e nell'azione discreta dei Servizi Segreti...

Avanti, arruolati oggi, difendi il tuo stile di vita di domani!
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Volgogrado
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Correva l'anno 15 della Nuova Era, secondo le disposizioni del dittatore di Gur, sovrano incontrastato del pianeta che aveva ribattezzato a suo nome. Un pianeta isolato dalle grandi civiltà galattiche, isolato dalle loro visite ed ignaro della loro presenza, e che se non fosse stato per l'Enclave sarebbe rimasto a lungo inconsapevole di essere solo uno tra le tante rocce abitate della galassia

Era una civiltà di esseri tecnologicamente legati alla seconda rivoluzione industriale, o almeno così la intendevano gli Agenti Segreti dell'Enclave, che da qualche settimana studiavano dall'orbita quegli esseri rettiliformi. Dopo due settimane di indagine fu ordinato dai Piani alti del Congresso un rapimento

Fu scelto un pastore delle montagne assolate del continente centrale, sperduto in villaggi poco toccati dalle macchinazioni politiche del despota planetario. Complessivamente sussistevano ancora profondissimi squilibri e diseguaglianze sociali, difficili da appianare e che Gur era disinteressato nell'occuparsene

Il pastore anonimo non vide arrivare il velivolo triangolare, silenzioso ed invisibile, che rivelò la sua presenza proprio sopra la testa del malcapitato villico, illuminandola e attirando il suo stupore. Non ebbe tempo di parlare, di gridare o di scappare, solo di pregare che quegli uomini in giacca e cravatta, di una pelle per lui viscida e pallida, che si avvicinavano non avessero cattive intenzioni

Uno di quegli uomini lo affiancò, mentre gli altri restarono davanti a lui ad osservarlo. Tre persone in totale, che nonostante la notte portavano in testa un borsalino ben curato ed in viso degli occhiali da sole molto scuri. Non avevano armi, ma l'alieno che lo stava accostando rivelò nel palmo della sua mano un triangolo con angoli smussanti, che dalla punta emise una forte luce viola.

Il pastore fu colto da incredibile tranquillità, che soppresse la paura più profonda per un simile contatto, come una sensazione di generalizzato dolore che colse ogni suo nervo. Un dolore pungente come di migliaia di aghi, attenuato però dallo stesso strumento che sembrava ferirlo

Finì in quel punto di ricordare, riprendendo conoscenza disteso su un campo di sterpaglia bruciata, corrispondente a dove aveva avuto quell'assurdo incontro.

"Dove sei stato? Per una settimana non ti sei fatto vivo! Tutto il villaggio ti ha cercato, anche i soldati della città hanno ribaltato le montagne per trovarti"

Al suo ritorno a casa nessuno credette alla sua storia, così come nessuno fu in grado di spiegare la misteriosa sparizione di quella persona

"Che rapporto mi porta?"
"Dalla analisi del campione abbiamo estratto alcune peculiarità genetiche razziali che potrebbero risultare utili al Progetto"
"Tornate allora a raccogliere campioni e a procedere agli esperimenti. Dal punto di vista delle risorse cosa mi sa dire?"
"Ulteriori analisi confermano l'inutilità di quel pezzo di roccia"

Da quel rapporto in avanti nel pianeta di Gur, così come in altri mondi sperduti, i rapimenti inspiegabili entrarono a fare parte del folklore, fomentando le più disparate e originali teorie ufologiche in dozzine di mondi diversi
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Volgogrado
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Faceva un leggero caldo nella stazione spaziale di Moonriver, un venticello fresco artificiale così combinato era l'ideale per un aperitivo d'affari nella passeggiata ricreativa con vista sulle nere profondità siderali

I due avventori che a quell'ora tarda si trattenevano a parlare non potevano che mantenere l'atmosfera ascoltando della buona musica dagli altoparlanti della stazione e sorseggiando del buon whiskey, uno dei pochi ed uno dei più costosi prodotti esclusivamente secondo gli antichi metodi. Pura qualità Estasiana

"Mi dicono che i nostri Agenti sono ben conosciuti in addirittura tredici sistemi"
"Per un totale di 101 rapimenti per controllare l'affinità biologica col Progetto e 1005 rapimenti complessivi per cavie da laboratorio"
"Mi paiono ottimi numeri considerato che l'attuale seconda fase del Progetto sia inizia neanche da un mese"
"I miei uomini lavorano giorno e notte per garantire la continuità del Progetto."
"Ed i miei uomini studiano giorno e notte come procedere nel suo sviluppo nel tempo più... giusto possibile"

I due avventori erano ufficiali di alto rango delle forze armate e della ricerca segreta dell'Enclave

"I problemi caro dottore sussistono con le razze più avanzate. Possiedono notevoli peculiarità degne di essere analizzate, ma al contempo il loro sviluppo tecnologico ci mina dal raggiungere simili obiettivi"
"E presupponendo che rifiutino di concedere loro simili come doni per la nostra ricerca... Immagino che voi militari abbiate un piano alternativo"
"La biologia come lei ci ha descritto può essere ibridizzata ad ogni livello. Un vantaggio delle grandi civiltà è la loro grande organizzazione, nonchè la loro grande produzione. Presupponendo di trovare nella flora e nella fauna locale geni di estremo interesse, saremmo in grado di riceverne in enorme quantità senza preoccuparci di sintetizzarli e replicarli in laboratorio, liberando ulteriori risorse per il Progetto"
"Sono ottime strategie, voi militari siete una vera risorsa per questa civiltà"
"Anche voi scienziati caro dottore, Loro saranno contenti di vedere progressi, nel contempo che noi lavoriamo per la nostra salvezza dai nostri benefattori"
"Su questo punto mi duole dare tiepide notizie. Non siamo sicuri di sviluppare tecnologie simili per il futuro prossimo, e considero seriamente l'eventualità che il Progetto sia concluso prima di poter elaborare efficaci contromisure"

La perplessità del militare si fece pesante nell'aria della deserta stazione spaziale. L'ora era tarda, solo loro due si trattenevano così lungo in un luogo pubblico

"Può darsi tuttavia che il Progetto ci aiuti a diventare parte di Loro, anche su questo lavoro stiamo lavorando, ed in tal caso voi militari vi dovrete solo preoccupare di continuare a servire la causa del Progetto"

I Loro erano da qualche anno appena a questa parte solamente un ricordo lontano di un contatto pericoloso, salvatosi con la promessa di comune collaborazione. Ma quale collaborazione equa è possibile quando è la civiltà che incontra le barbarie? La civiltà nulla ha da perdere nell'aspettare, e le barbarie imbevute del potere conferito dalla civiltà tendono spesso a farne cattivo uso, nocivo per la propria emancipazione
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Una nave-triangolo, stiletto secondo il gergo militare dell'Enclave, volava per gli spazi siderali infrangendo le superbe regole di una potenza interstellare di dubbia autorità e di dubbio criterio. Una violazione dello spazio sovrano dei domini di Karkandia, il temibile impero che dominava ben 3 sistemi in settore limitrofo ai confini dell'Enclave. Almeno così sentenziava la minacciosa guardia di confine karkandiana che impose allo stiletto di arrendersi e di venire abbordato per l'arresto dei suoi occupanti

"Mi dica quanto può durare quella pattuglia di confine" chiese il capitano dello stiletto, in una elegante veste bianca da ufficiale di marina
"Non hanno barriere ai loro sistemi elettronici, nè scudi abbastanza potenti per respingere un'aggressione"

La nave karkandiana, che interpretò l'immobilità dello stiletto come segno di resa, si portò scafo su scafo per procedere all'abbordaggio

"Costa stanno tentando di fare?"
"Cercano di perforare lo scafo del vascello per abbordarlo signore"
"Non abbiamo tempo per una manovra di rapimento, li disintegri"
"Si signore"

A livello di dimensioni la nave karkandiana era tre volte più grande dello stiletto, ma durò pochi secondi dopo che la nave dell'Enclave iniziò la manovra offensiva.

Innanzitutto lo stiletto si allontanò con un accelerazione impressionante dalle morse della pattuglia karkandiana, i cui ganci vennero strappati per lo sgomento dei militari karkandiani. Ma il vero stupore lo provarono per pochi secondi quando lo stiletto si illuminò grandemente, emettendo una luce paragonabile a quella di una stella nel giro di una manciata di secondi.

Tutti i ponti della nave karkandiana vennero illuminati a giorno. Pochi secondi dopo il vascello esplose in un altro bagliore accecante: nessuna onda d'urto, nessun rottame o detrito, solo la luce che si affievolì piano piano sancendo la scomparsa della pattuglia karkandiana.

Una seconda nave, molto distante, assistette impotente alla scena

"Questo è un atto di guerra verso il potente impero di Karkandia. Voi alieni sciocchi ne pagherete le conseguenze con l'invasione!"

Lo stiletto lasciò ritirare la seconda nave karkandiana, a portare nell'impero di Karkandia la notizia dei primi venti di guerra del settore

"Torneranno, ed in forze" disse il timoniere dello stiletto
"Torniamo anche noi alla base, lo stato maggiore dovrà pianificare il sterminio di questa immonda civiltà"

[continua]
Edited by Volgogrado, 22 Aug 2011, 20:06.
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L'offensiva karkandiana non aveva nulla di cui essere biasimanta, era divisa in addirittura tre armate, che avrebbero accerchiato i domini dell'Enclave costringendolo a dividere le forze di difesa. La maggiore conquista in quella guerra fu infatti la decrittazione di una vecchia sonda dell'Enclave, che riportava la mappa dei suoi settori controllati

Forti di questa loro scoperta, esaltati dall'essere riusciti ad elaborare un piano d'assalto fulmineo e letale, non diedero tempo all'Enclave di prepararsi e aggredirono il suo spazio

La prima armata fu la più crudele. Terminato il salto in prossimità della prima colonia dell'Enclave il bombardamento orbitale inziò subito. Una pioggia di fuoco apocalittica ed istantanea, ordigni nucleari di indicibile potenza che per interminabili ore sconvolsero la superficie del pianeta secondo uno schema preciso, che non avrebbe lasciato in vita nessuno

Ma nessuna flotta difensiva? Nessuna difesa? Nessun controattacco?

A queste domande rispose un comunicato dalla seconda armata, che più cautamente aveva inviato esploratori in una delle tante colonie. E la aveva trovata deserta.

Ma proprio deserta. Nessuna forma di vita, nessuna infrastruttura avviata, nessuna rete energetica... Anche case ed uffici era vuoti, solo i muri erano rimasti a testimoniare che non molto tempo fa quel pianeta era abitato. E nessun bunker di sorta, le squadre di terra karkandiane non avevano trovato niente di niente

A quel punto, interrotto il bombardamento la prima armata controllò anche lei, e scoprì di avere consumato una gran quantità di munizioni per annicchilire un pianeta fantasma

Pianeta per pianeta, asteroide per asteroide, fino al pianeta madre le armate karkandiane si disposero capillarmente alla ricerca di una nave, di un avamposto, di un segno di vita dei loro nemici.

Il primo segno del loro avversario lo ebbero solamente sul pianeta madre, già disintegrato da un passato conflitto nucleare, nella cui orbita stava una grande stazione spaziale toroidale, perfettamente bianca, lucente come un anello di argento finemente curato e lavorato.

Anche lì però nessun segno di vita od energia. Fino a quando la sezione vuota della stazione spaziale, il centro dell'anello, iniziò a brillare di luce sempre più intensa, come se una porta si fosse aperta in un corridoio di luce che portava lontano

[continua]
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Quando la luce si affievolì la flotta karkandiana si trovò davanti all'astronave più maestosa ed esotica che avessero mai visto. Ed avendo poco visitato la galassia non era cosa molto difficile

Un grande disco, di lucido grigio chiaro, d'una decina di chilometri almeno di diametro, che sovrastava la stazione spaziale toroidale, già grande di suo

Se avessero consultato la planimetria i karkandiani avrebbero scoperto che quel disco era utilizzato solo per il 40% del suo volume. Tutte le paratie ed i ponti in sovrappiù erano per conferire al vascello dimensioni allarmanti per i nemici che avrebbe incontrato. E se avessero consultato i dati tecnici avrebbero scoperto pure che bastava solo quel 40% di nave a disintegrare la loro flotta

L'azione offensiva contro il toro ed il disco inziò immediatamente, con una salva immensa di missili molto veloci, che sfrecciarono verso gli obiettivi con le loro potenti testate nucleari. Testate che non detonarono mai. I missili anzi colpirono lo scafo delle lucide astronavi rimbalzando come palline su un muro.

Un ronzio fastidioso fu il preludio in tutta la flotta karkandiana della loro impossibiltà a continuare l'attacco, ed a ritirarsi. Ogni sistema elettronico escluso il supporto vitale erano stati fusi, le navi karkandiane si ritrovarono al buio ed alla deriva nello spazio

Su quella che doveva essere la maestosa ammiraglia della flotta karkandiana, comandata dal generalissimo incaricato di spargere il sale sui pianeti dell'Enclave, si accese una luce potente dal disco, un cono che coprì tutto il volume della nave e che la fece lentamente avvicinare al maestoso vascello

A nulla valsero le contromisure karkandiane, le riparazioni erano troppo estese per potere essere portate a termine in tempo, e le scialuppe di salvataggio erano bloccate dentro le loro rampe di lancio. Al generalissimo non toccò che decidere di affondare con la propria nave

Poi una grande luce nella plancia, dalla quale comparvero alcuni figuri stranamente vestiti che i karkandiani ipotizzarono essere gli umani dell'Enclave

"Un arrembaggio! Uccideteli!"

Tutta la plancia, dal marinaio semplice al generalissimo aprì il fuoco sui tre umani che tranquillamente rimasero fermi mentre le potenti armi laser karkandiane si scaricavano sui loro corpi. O meglio, su dei gusci invisibili che assorbirono tutta l'energia che incontravano, gusci la cui presenza fu rivelata dall'interrompersi dei raggi mortali a pochi centimetri dagli umani

Esaurita la foga dei karkandiani, il generalissimo ordinò che il fuoco venisse cessato

"Siete invulnerabili alle mie armi, avete in pugno la mia flotta, cosa aspettate ad annientarci? Volete forse beffarvi di noi? Schiavizzarci ai vostri voleri?"

Uno degli umani, molto pacatamente rispose

"La vostra razza poteva vivere in pace, in serenità, senza mai intralciare il nostro cammino. Tuttavia avete peccato di superbia, di arroganza, e per questo sarete puniti, per averci fatto perdere tempo dai nostri progetti. Vi confesserò che capisco quello che vi ha spinto, capisco che quando una cilità raggiunge un determinato livello tecnologico con le sue mani, con i suoi sforzi, ne è gratificata. Ne è anche esaltata, perchè non dipende da nessuno, perchè può illudersi di combattere ad armi pari

Noi invece tre anni fa compimmo la scelta sbagliata. Accettammo l'aiuto di una grande civiltà, in cambio di un piccolo favore scientifico. Ma cosa siamo diventati ora? Schiavi delle tecnologie donateci? Schiavi di meccanismi e leggi che a difficoltà comprendiamo e che con difficoltà replichiamo? Abbiamo si in mano strumenti potenti, strumenti che ci permettono di distruggervi in un istante, ma come possiamo goderci questo successo? Quando quella civiltà tornerà a chiedere il conto, non distruggerà chi è anche solo parzialmente in grado di reggere la loro forza?"

"Siete allora degli sciocchi che hanno abboccato ad una caramella, se questi discorsi vi stavano a cuore dovevate rifiutare. Ora come ora meritate solo che una punizione per la vostra inettitudine!"

"E chi ci dice che quegli esseri avrebbero accettato un rifiuto. Chi ci dice che non avrebbero riproposto ad altri questo dono, altri meno coscienzioni del potere donatogli... Su questo voglio farvi ragionare, nei pochi secondi che vi rimangono."

E senza neanche salutare il bagliore avvolse gli umani, che scomparvero dalla presenza del generalissimo

Ritiratosi anche il cono di luce, il disco si preparò ad una ben nota manovra da guerra: si illuminò piano piano, e come lui tutti i karkandiani videro come ultima cosa prima della deflagrazione una intensa ed accecante luce.

Della flotta karkandiana, poderosa e con molto tempo accumulata, nulla era rimasto. Solo centinaia di lumi che si affievolirono, prima di perdersi di nuovo negli scuri spazi siderali

[uhm... troppo spinto?]
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Volgogrado
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Terminato il colloquio col generale Jameson, comandante che aveva respinto l'invasore, il Vicepresidente ordinò un drink forte per digerire i 10 milioni di dollari buttati per la prova di forza dimostrata. I karkandiani, non avevano il concetto del confinamento del plasma, solo questo era un chiaro indicatore della loro arretratezza, una arretratezza distruttibile con mezzi ben più economici che un disco caricato al massimale della sua potenza. Sapeva addirituttra che nessuna delle loro navi era in grado di compiere autonomi viaggi superluminali... I karkandiani, neanche fossero paradini. Quella si che sarebbe stata una bella battaglia, complessa sopratutto, visto che si trattavano di due modi di guerreggiare diametralmente opposti, di due strategie opposte, di due tecnologie fondate su concetti fisici molto lontani gli uni dagli altri.

Il drink forte accopagnato dal brano preferito del Vicepresidente fu bevuto in un attimo, Coltrane contrastò l'amara botta alcolica con un verso gutturale tipico di ogni buon whiskey. Nonostante fosse solo sulla passeggiata ricreativa della stazione spaziale, come essa era per gran parte della settimana, Coltrane fu colto per pochi secondi dall'impulso di non fumare. Un vizio che aveva acquisito nelle lunghe sedute del Congresso dove veniva sovente rimproverato dal Presidente Sinatra, che non sopportava l'acre odore del fumo passivo

Ma presto il principio di realtà fece si che la Morley rossa, brand storico dell'Enclave di cui la qualità rossa era la meno forte ma più aromatica, si accese per mano di uno zippo argentato. Inciso sullo zippo stava in caratteri ben elaborati "canis canem non est". Un promemoria per gli uomini del Congresso, tradotto nella prassi come una ironia amara sul rapporto tra la politica e la cittadinanza.

E mente il fumo si alzava lentamente il Vicepresidente, assorto in un attimo di fitti pensieri, si trovò a divagare per un momento sulle forme che la sottile nuvola stava scrivendo nell'aria sopra di lui. L'assenza di vento lasciò libero sfogo alla fantasia sia del Vicepresidente che della fumata, che disegnò evoluzioni casuali con lenta grazia, prima di disperdersi in prossimità del soffitto della passeggiata

Contrariamente a quanto le persone fanno in genere sulla passeggiata della stazione spaziale Moonriver, Coltrane non guardava sull'esterno, verso il nero cosmo, come a deliberatamente naufragare lo sguardo nelle immensità siderali cosparse di stelle, ma all'interno. Il panorama del centro dell'anello aveva il suo fascino, che Coltrane sapeva essere nella sua massima espressione nel momento di apertura del portale verso i veri possedimenti dell'Enclave, nelle aree periferiche della galassia. Ne era attratto dal bagliore immenso che si generava ogni volta, come se volesse perdere la propria fantasia nel pensiero fugace che quella luce portasse in ogni angolo dell'universo, ed oltre, oltre i confini se mai fossero esistiti dello spazio, in una dimensione che si dilettava credere onirica ed al tempo stesso divina. La sede dell'onniscenza, che molto tempo dopo avrebbe scoperto esistere realmente, come minaccia tangibile del mondo materiale

Tale vortice di pensieri ritornò con prepotenza su altre considerazioni di sicuro più pragmante, forse non più importanti, quando un portale si aprì vicino al limite visuale della vetrata della passeggiata. Uno stiletto, inequivocabile per le sue tre luci disegnanti un triangolo elegante, era arrivato da questa parte della galassia
Edited by Volgogrado, 25 Aug 2011, 00:13.
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